lunedì 9 marzo 2009

The Perspective-Based Architecture Method

Sulla rivista "The Architecture Journal" ho letto recentemente un interessante articolo relativo al Metodo Architetturale basato sulla Prospettiva (Perspective-Based Architecture Method)


Per chi non avesse voglia/tempo di leggersi l'articolo, del quale indico il link alla fine di questo post, vado ad esporre di seguito una breve sintesi a riguardo.

Sintesi



Il metodo in questione aiuta a prendere decisioni architetturali in maniera rapida e può essere utilizzato a prescindere da : tecnologie , metodi usati per creare il disegno della architettura, standard utilizzati per la documentazione e processi.

Agli IT Architects viene richiesto di essere sempre più veloci nel produrre soluzione inerenti le nuove richieste che arrivano dal business.

Uno strumento di norma utilizzato per limitare i rischi nella produzione di soluzione è quello dell'utilizzo dei cosidetti "patterns", consistente nella scomposizione del problema in strutture meno complesse a cui poter associare elementi già usati in soluzioni già funzionanti e che nel passato che si sono rivelate vincenti.

Questo tipo di approccio però si concentra maggiormente sul processo decisionale piuttosto che sulle informzioni di input e di output.

In pratica con i "patterns" si viene portati a indirizzare la domanda relativa a COME prendere decisioni architetturali per disegnare la soluzione ma non su COSA si decide.

Non conoscendo bene l'oggetto delle nostre decisioni molte volte si rischia di non riuscire a dare risposte a quelle situazioni dove non si riescono ad usare le risposte pre-definite dei patterns.

Quindi si deve provare ad affrontare il problema dal punto di vista del COSA e cominciare a cambiare il punto di vista.

Qui entra in scena l'esperienza dell' IT Architect e la sua capacità di mettere in prospettiva il problema e cominciare a porsi delle domande relative alle qualità della soluzione (NonFunctional Requirements) che si sta cercando di disegnare.

Ecco come funziona il PBA

la prospettiva viene suddivisa in 4 macro-zone

  1. Requirements
  2. Business Environment
  3. IT Environment
  4. Trends, Forecasting
Per ognuna di queste aree vengono fornite una serie di domande che possono essere utilizzate per definire meglio la prospettiva e per capire gli eventuali impatti delle decisioni riguardo non solo alla soluzione prescelta ma anche riguardo anche le eventuali soluzioni alternative che possono essere state ipotizzate nel corso del cammino decisionale.

La cosa interessante è che la risposta di tipo "NON LO SO / NON LO SAPPIAMO" è contemplata e accettata ma non solo: diventa un valido strumento per individuare le aree "grigie" e mettere a fattor comune all'interno del team le criticità maggiori.

Il risultato che esce da questo tipo di approccio è una serie di decisioni molto meglio allineate al business e alle strutture organizzative piuttosto che una mero prodotto che promuova unicamente l'adozione di tecnologie / prodotti "trendy" senza dare indicazioni relative all'utilizzo calato nella realtà.




Riferimenti :



Link all'articolo : http://msdn.microsoft.com/en-us/library/bb245776.aspx

Link alla rivista : http://msdn.microsoft.com/en-us/arcjournal/default.aspx

Link al blog di uno degli autori: http://blogs.technet.com/lcurtis


Salutoni a tutti

Fabio

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